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210° Anniversario della fondazione
Mostra [23/07/2009]
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Dal 22 Agosto al 6 Settembre, in collaborazione ed in concomitanza del Festival delle Nazioni e con la Mostra Mercato del Libro Antico e della Stampa Antica La Tipografia Grifani Donati ed il Comune di Citta di Castello nei locali di Palazzo del Podestà allestiranno una mostra internazionale di ex libris a tema musicale intitolata "EX MUSICIS".
Della collezione sarà realizzata una curata pubblicazione in vendita.
                 

                                                     Introduzione all’ex libris

Chi di noi non ha mai rimpianto un libro dato in prestito e mai più ritornato ?chi non è venuto a conoscenza della dispersione di qualche raccolta libraria , messa insieme con amore dal suo proprietario, e poi , per incuria, per destino, per necessità di spazio, o di denaro , sparsa come semi al vento sulle bancarelle dei librai ?
Il rapporto che lega il libro al suo proprietario è fatto di tanti sentimenti diversi, di scelte il cui significato agli altri può sfuggire: interesse per il contenuto, ammirazione per l’aspetto esteriore, una bella legatura, o ricordo di un dono, di un’amicizia, di un momento felice: è un rapporto labile
E delicato, un fil che in qualsiasi momento potrebbe spezzarsi.
Già lo sapeva quel fraticello che, entrando in convento, pur avendo fatto voto di povertà, non sapeva staccarsi da qualche libro, forse pazientemente copiato da lui stesso perché ancora non esisteva la stampa , e vi annotava sulla prima pagina:”Questo libro appartiene a me frate Bernardo  e guai a chi lo tocca”(altri meno cristianamente , scrivevano “peste lo colga!”).Più elegantemente i nobili facevano miniare il loro stemma sulla prima carta dei loro manoscritti, e i più ricchi facevano imprimere il loro nome o il loro motto su raffinate legature di cuoio; il messaggio è sempre lo stesso: “Questo libro è mio”.
Questo attaccamento ai libri questo bisogno di personalizzarli con un segno di proprietà, che si manifesta fin dal Medioevo e si spiega anche con la difficoltà di procurarsi la copia di un’opera prodotta in tempi lenti dagli amanuensi negli”scriptoria” e con l’esborso di notevoli somme, non diminuì, anzi aumentò con l’invenzione della stampa.
L’aumento della produzione e della circolazione dei libri alimentò la sete di conoscenza e di possesso di opere fino ad allora sconosciute o introvabili; le biblioteche private si  ingrandirono, cominciò la ricerca delle prime edizioni o delle rarità: ancora maggiore il motivo di segnalarne la proprietà, vanto o precauzione contro eventuali perdite.
Non basta più il solo nome del proprietario scritto a mano: come si riproducono meccanicamente i libri , così si riproducono  dei cartellini da applicare sul risvolto della copertina.
Foglietti dalle linee  essenziali incise nel legno: la stessa tecnica xilografica che aveva accompagnato i primi tentativi di produzione meccanica del libro e che per molti anni sarà usta per abbellire con figure ed ornamenti  i libri usciti dai torchi della tipografia.
Non è un caso se i più antichi di questi foglietti ci vengono dalla Germania, coetanei dei primi libri a stampa; e se i libri ben presto fanno ricorso alle figure per maggiormente attrarre il lettore, perché il bibliofilo non dovrebbe abbellire il suo segno di proprietà mostrando il suo gusto  e la sua importanza?
Ecco che gli umili cartellini diventano sempre più importanti, alzano la testa ed indossano le armi ed il cimiero, si fanno piccole opere d’arte, commissionate talvolta a pittori illustri, quali Dürer , Holbein, Cranach.
Dürer, oltre alle sue iniziali, incide anche per la prima volta la data : 1516.
Alla vecchia dizione”Questo libro appartiene a …”, si sostituisce il più sintetico latino”ex libris”, quanto basta per dire che questo libro mi appartiene, proviene dalla mia – piccola o grande – biblioteca. Al semplice nome o motto del proprietario si aggiunge una figura , una vignetta, pensata insieme dall’artista e dal committente: quello che la fantasia o il carattere o la professione possono suggerire , un piccolo ritratto interiore. Alla fine del XVI secolo alla xilografia si aggiunge e poi si sostituì un nuovo metodo di stampa, la calcografia: con l’incisione in rame la tecnica si raffina, la fantasia corre veloce sulla punta del bulino: l’ex libris ha ormai preso il volo, seguirà l’evolversi delle arti grafiche e il gusto delle varie epoche,  sempre ci parla del gusto, delle scelte, del carattere di una persona, delle sue aspirazioni e delle sue ambizioni .
E non solo : scopriamo l’abilità dell’artista che lo ha insieme pensato e realizzato: artista spesse volte a noi sconosciuto., altre volte conosciuto solo per opere di più grande formato, e che ora ci sorprende con queste immagini in miniatura delle quali non lo sapevamo capace.
Ma il nostro debito di gratitudine verso l’ex libris non finisce qui. Sappiamo quanto sia labile l’unità di una biblioteca : per quanto il proprietario si sforzi di tenerla unita, di preservarla dai ladri, dagli amici poco scrupolosi, dai danni del tempo, alla dispersione dei volumi non c’è rimedio.
Allora si cerca una soluzione, donando o cedendo la propria raccolta ad una pubblica biblioteca: “…perché io muoio e passo, ma tu sei ricca e grande e gloriosa e resterai eterna”, così si rivolgeva
alla Biblioteca Braidense di Milano il Cardinal Durini, bibliofilo ed erudito settecentesco, perché accogliesse nei suoi scaffali i suoi amatissimi e preziosi volumi.
Ma l’esperienza ci dice che anche questa soluzione non sempre preserva le collezioni da un destino avverso ; spesso si impone una frammentazione nei vari settori, spesso arriva alla biblioteca ciò che resta da precedenti vendite all’asta, e l’unità di una raccolta potrà forse essere ricostruita solo idealmente.
Una ricerca che avrà come guida sicura e preziosa l’ex libris: col suo aiuto potremo ricomporre una biblioteca, ricostruire la personalità del proprietario, far luce sugli interessi culturali di una determinata epoca o di un determinato ambiente.
Finirà la passione per la carta scritta? Finirà il desiderio di possesso di un libro con la moda di abbandonarlo sulle panchine perché mani sconosciute lo sfoglino ? non lo sappiamo, ma vorremmo che l’ex libris continuasse a parlarci di sogni e di desideri affidati all’arte e che nell’arte trovano consistenza e realtà.

                                                                                                       Letizia Vergnano Pecorella


                                                     MUSICA, GRAFICA ed ARMONIA
                                              GUIDA AL PERCORSO DEGLI EX MUSICIS

Percorrere il mondo e la realtà della musica con gli ex libris non è un revival è un momento di conoscenza, un diario prolungato nel tempo, una narrazione grafica che si sviluppa nel corso di un secolo Le immagini degli ex libris a tema musicale, ci aiutano ad illustrare e raccontare il mondo della musica, nel contempo possono essere un momento di stimolo per i lettori, siano essi casuali o esperti del settore, a conoscere o ad approfondire i particolari delle immagini riprodotte, l’universo exlibristico ed il mondo della grafica in generale.
E perché no stimolare il lettore ad avvicinarsi a queste piccole opere di grafica e a ricercare un artista con il quale costruire il proprio ex libris, un’occasione per  riesaminare  il proprio personale rapporto con la musica  e  rievocare - magari qualche episodio della propria vita ove la musica ha coronato un momento che di certo non manca nel  vissuto di tutti noi.  
Gli ex libris dedicati  all’opera lirica  sono frequentemente evocativi di episodi che hanno segnato la vita dei titolari.
Gli ex libris ci illustrano il mondo della musica a partire degli albori attraverso le differenti tipologie di strumenti, le figure degli artisti e dei protagonisti e le rappresentazioni delle opere internazionalmente conosciute.
I vari settori espositivi ci presentano strumenti delle civiltà del mediterraneo, Scorrono sotto i nostri gli aulos, la siringa o flauto di Pan, strumenti cordofoni ( arpa, cetra, lira, ghironda, liuto, mandolino, chitarra ), cordofoni ad arco ( Viola, violino, violoncello), aerofoni ( flauto, sassofono, tromba, trombone ), presenti gli organi nelle loro differenti tipologie e nella maestosità,uno per tutti quello del Duomo di Orvieto  e gli strumenti spesso usati in momenti popolari ( armonica a bocca, fisarmonica , organetto, tamburelli,  zampogna ). Non mancano i riferimenti agli strumenti a percussione, i tamburi, alle campane e a strumenti popolari regionali quali i “ sistri vestini “, “i membrafoni a frizione”, il “ ddu’botte”, “lu fregavente”, la zampogna  avezzanese , strumenti popolari abruzzesi  valorizzati e salvaguardati dalla scomparsa dalla tecnica xilografica di  Vito Giovannelli cui si devono numerosissimi ex libris a tema musicale.
In molti ex libris dedicati al violino o al pianoforte si osserva come il suonatore si fonde con lo strumenti amato. Proseguendo incontriamo riferimenti agli spartiti, al canto ed ai cori, alla musica jazz, alle associazioni musicali e alle biblioteche delle istituzioni musicali.
Sono presenti  le opere teatrali Aida, Boheme, Butterfly, Carmen, Falstaff,  Fidelio,  Flauto Magico, Gioconda, Tristano ed Isotta, Vascello Fantasma, Oro del Reno, Trovatore. L’amore per la lirica risalta talora sia dall’immagine che dai più piccoli particolari come nell’ex libris eseguito da Heimo Virnala dove alla base della scena del “coro dell’incudine”del Trovatore sono indicate le date della nascita di Verdi, della prima rappresentazione del Trovatore e della morte di Verdi mentre nel coro sono rappresentati Chico e Harpo Marx, per indicare anche che il Trovatore è l’opera del famoso film “A night at the opera”.( Fig .1 )  
I ritratti, di musicisti, di compositori internazionali, ( Bach, Beethoven, Brahms, Ciurlionis, Chopin,  Monteverdi, Mozart, Paganini, Puccini, Salieri, Sibelius, Verdi, Wagner, etc.  ), di direttori d’orchestra e tenori ( Casals, Muti,Von Karajan, Pavarotti ) ci introducono ad una galleria di collezionisti ed artisti italiani e stranieri con interessi profondi nell’ex libris a tema musicale.  
L’amore per la musica che si evince da queste opere grafiche ci porta ad una serie di considerazioni sul significato di musica e sulla correlazione tra musica e tecniche grafiche.
“Partendo dall’esame etimologico del termine Musiké ( agg.sost,) che deriva da Mousa e sottintende il sostantivo téchné ( arte), scopriamo che con ciò si intendeva ogni attività  governata dalle Muse in un preciso  rapporto armonioso( nel caso della musica fra l’elemento testuale (poesia) e orchestrico( danza) con l’elemento musicale vero e proprio).
Non solo ma Musikos era il cittadino compiutamente educato nelle arti e nella scienza ( ovvero “armonico” nel senso di ben formato ).”  ( F. Rapastelli ).
E’ subito evidente che questo termine si può in estendere ad ogni attività umana, là dove si richiede una necessaria preparazione  scientifica oltreché artistica.
La qualcosa ci introduce inevitabilmente anche al lavoro dell’incisore il quale deve sicuramente
avere buone qualità artistiche, ma necessariamente  delle basi tecnico-scientifiche dalle quali il suo operato è imprescindibile.
Nella calcografia e soprattutto nella xilografia  non  si può improvvisare, ci sono dei percorsi precisi da seguire, c’è una disciplina che solo pochi possono superare ( i veri maestri ) andando oltre le tecniche.
Conoscere la carta da usare, come e quanto premere sia nell’incisione della lastra che del legno, la pressione del torchio, l’uso degli acidi, del colore ecc.ecc. sono nozioni fondamentali che all’artista non possono mancare. Starà poi nella genialità individuale fare la differenza . Si può quindi dire che anche “la stampa” di ex libris parte da una base scientifica – tecnica ( nel senso di arte ) per poter esprimere al meglio quello che l’artista intende comunicarci.